30 dicembre 2022

Bertold Brecht - Canto di un'amata

 Lo so, mia amata: già mi cadono i capelli,

tanto dissoluta è la mia vita

e devo giacere sulle pietre.

Vedete come bevo il liquore più infimo,

e cammino nudo nel vento.


Ma vi fu un tempo, amata, in cui ero puro.


Avevo una donna che era più forte di me,

come l'erba è più forte del toro:

si rialza, infatti.


Lei vedeva che io ero cattivo, e mi amava.


Non chiedeva dove andasse la strada su cui camminava,

e che forse era in discesa.

Quando mi dava il suo corpo, diceva:

questo è tutto.

E diventava il mio corpo.


Ora non è più, è scomparsa

come la nube dopo la pioggia,

la mia mano l'ha lasciata

ed essa è caduta giù,

poiché quella era la sua strada.


Ma talvolta, la notte, quando mi vedete bere,

io vedo il suo viso, pallido nel vento,

forte e rivolto a me, e m'inchino verso il vento.




23 dicembre 2022

Arnaut Daniel - Dolci gorgheggi

 


Dolci gorgheggi e gridi,
lai e canti e trilli
odo degli uccelli, che nel loro latino pregano
ciascuno la sua compagna, proprio come noi facciamo
alle amiche di cui siamo innamorati;
perciò io, che mi rivolgo alla più gentile
devo comporre una canzone più di ogni altra elaborata
che non vi sia parola falsa né rima senza risposta.
Non mi smarrii
né presi vie traverse
la prima volta che entrai nelle mura del castello,
dove si trova la mia Signora, della quale ho sì gran fame
che tale non l'ebbe il nipote di San Guglielmo;
mille volte il giorno sbadiglio e mi stiro
per la bella che supera ogni altra,
come una gioia pura vale più d'ira e tristezza.
Ben fui gradito
e le mie parole bene accette,
perché non fui sciocco nella scelta,
anzi preferii prendere oro fino che rame,
il giorno ch'io e la mia Signora ci baciammo,
ed ella mi fece scudo del suo bel manto azzurro,
perché i falsi adulatori, lingua di vipere,
non vedessero, né uscissero fuori tante male parole.
Iddio benigno,
da cui furono assolte
le colpe commesse dal cieco Longino
voglia, se gli piace, che io e la mia Signora giaciamo insieme
nella camera dove ambedue ci demmo
il prezioso convegno, da cui m'attendo sì gran gioia,
che tra baci e sorrisi _il suo bel corpo scopra
e lo contempli al lume della lampada.
Un bel ramo fiorito
di fioretti in boccio
che gli uccelletti fanno tremolare col becco
non è più fresco di lei; perciò non vorrei avere Roma
senza di lei; né tutta Gerusalemme.
Tutto fedele a mani giunte a lei mi consacro.

16 dicembre 2022

Gérard De Nerval - Melodia

 


Quando il piacere ti brilla negli occhi

Pieni di dolcezza e speranza,

Quando l’incanto di esistere

Abbellisce il tuo viso grazioso, –

Allora spesso io sospiro

Pensando che l’amaro affanno,

Oggi assente da te, può giungerti domani,

E dalla bocca bella cancellare il sorriso;

Il Tempo, tu lo sai, travolge al suo passaggio

Illusioni svanite,

Occhi freddi, amici ingrati,

E speranze deluse!

Ma credi, amore! se le grazie in boccio

Che contemplo inebriato

Dileguassero sotto le mie carezze,

Ti resterebbe la mia tenerezza!

Se la tua leggiadria fosse appassita,

Se perdessi il dolce tuo sorriso,

L’armonia del tuo sembiante amato

E tutto quello che di te si ammira,

Non temere, il mio cuore non è incerto:

Potresti, alla sua sincerità, chiedere tutto.

Il mio amore, trionfando del Tempo e del Destino,

Starebbe a te allacciato, piú tenero e piú ardente!

Sí, se ora tutti gli incanti ti lasciassero,

Ne soffrirei per te; ma nel cuore fedele

Troverei forse una dolcezza nuova,

E se lungi da te fuggissero gli amanti,

Cacciando la gelosia feconda di tormenti,

Un ardore piú forte verrebbe ad animarmi.

«Dunque ella è per me solo, direi, se al mondo

Io soltanto rimango, che sappia ancora amarla!»

09 dicembre 2022

Francis Thompson - Congedo


 Andate, nostri canti, finito è il nostro gioco dolce e breve;

Andate, figli della rapida gioia e del tardo dolore;

E alcuni già sono cantati, e ciò fu ieri,

E alcuni non ancora, e potranno esserlo domani.

Andate; e se sia per vie petrose,

Presti l'antica gioia ciò che al nuovo tormento abbisogna;

E fu cosa dolce, e fu ieri,

E quel ch'è dolce è dolce, sebbene conquistato con dolore.

Andate, miei canti, e non volgete indietro dal vostro cammino lontano



E se vi si chieda perché sorridete e piangete,

Dite che v'attristate, perché i vostri cuori conoscono l'oggi,

Dite che sorridete, perché i vostri occhi conoscono il domani.

02 dicembre 2022

Edith Sodergran - Il mio futuro


Il capriccio di un attimo

mi ha rubato il futuro,

messo insieme a casaccio.

Voglio rifabbricarmelo piu' bello,

come l'ho sempre pensato.

Ricostruirlo su terreno solido

(le mie intenzioni).

Risollevarlo su colonne altissime

(i miei ideali).

Riaprirvi il passaggio segreto

dell'anima mia.

Rialzargli la torre scoscesa

della mia solitudine.



26 novembre 2022

Paul Verlaine - Viviamo in tempi infami


Viviamo in tempi infami

dove il matrimonio delle anime

deve suggellare l'unione dei cuori;

in quest'ora di orribili tempeste

non è troppo aver coraggio in due

per vivere sotto tali vincitori.


Di fronte a quanto si osa

dovremo innalzarci,

sopra ogni cosa, coppia rapita

nell'estasi austera del giusto,

e proclamare con un gesto augusto

il nostro amore fiero, come una sfida.


Ma che bisogno c'è di dirtelo.

Tu la bontà, tu il sorriso,

tu sei anche il consiglio,

il buon consiglio leale e fiero,

ragazza ridente dal pensiero grave

a cui tutto il mio cuore dice: Grazie! 



18 novembre 2022

Diane Di Prima - A chi non ho mai amato

 

Chi mi consiglia di mollare

non ha mai amato.

Chi mi dice che non ne vale la pena

non sa cosa ora provo...

Forse non è più nemmeno

desiderio, affetto, passione, tenerezza

è solo amore o... disperazione.

È come se le sorti fossero già decise

ed io, ignara, sognassi ancora.

È la terribile verità

che bussa alla mia porta

ed io: stupida

fingo di non sentire.

Allora prendimi morte

nella stagione delle foglie cadenti

ma che sia vera morte dell'anima

e non solo dolore.

Il dolore fa male

la morte fa dimenticare...

e cancella gioie e tristezze

e spazza via te:

splendido astro idealizzato.




11 novembre 2022

Marisa Martínez Persico - Cielo tra parentesi

Che le cose

si aggiustino nelle loro forme

non significa

che siano diventate nostre.


Forse vuol dire

che l’albero dell’assenza

ha messo gambi e radici

nella terra adeguata.


Come a un ospite inatteso,

occorre saper dare

il posto giusto

persino al vuoto.




04 novembre 2022

Marius Radulescu - Celeste

 Mi guardi di notte nel sonno,

Sorridendo ti guardo sognante,

Intrecciando parole d' insonnia,

Con volto bonario, indagatore.


Nella nebbia di fumo passeggero,

Colpi celesti s' addormentano

Su cielo, su chi in volo,

I silenzi ancora dormono.


Mi guardi Dio come dormo:

Alla porta, nel luogo del chiavistello,

Due ghiacciolini filiformi

Mi proteggono dal flagello, nel coro.


Sulla lastra carica di scenario,

Spuntano lucciole nell'alba,

Di deserto che mi tengono compagnia,

Ed anche nel posto d'amore, le nevi.


28 ottobre 2022

Cees Nooteboom - da Luce Ovunque

 Nome, cognome, corpo,

a questo si aggrappa, 

spirito, anima, persona,

il mai calcolabile nucleo

dell’autore, dell’artefice

in una fuggevole vita,

fluente, multiforme,


farfalla e falco, affermazione

e confutazione, pensieri pronunciati, 

ma meglio ancora scritti,

vita che scorre come un fiume,

cervi e anatre lungo le rive,

mai da solo,


chiese, castelli in lontananza,

una prigione, un chiostro,

potentia maxima,

confessionale e tavolo da gioco,

in questo labirinto

di tutto il possibile, 

tra bollettini di borsa e fossati, 

bar sotto casa, terra di nessuno,

si muove il poeta,

prova tra i muri del destino

l’esito dei dadi.




21 ottobre 2022

Roland David Laing - da Mi Ami?

 Dov’è il piacere?


dov’è il divertimento?


è solo una stupida corsa


fino all’esaurimento?


è ciò che sembrava gioia


una trappola nuova?


dov’è l’esaltazione


che mi dava la tua visione?


un mattino seguirà


a questa oscurità?




14 ottobre 2022

Martha Medeiros - Lentamente muore

 

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.



07 ottobre 2022

Khwaju Kermani - dalla Raccolta

 Che Allah vi benedica, fratelli!

Ovunque siate, voi che leggete!


Come fiori che sbocciano 

Apro gli occhi sul sentiero. 


Lungo la via vedo magnifici cavalli, 

Asini affaticati e cammelli lenti.


Chi va veloce e chi si attarda, 

Ma questo ha davvero importanza?


Quello che davvero conta nel percorso

È sapere arrivare alla meta finale.


Anche il miserevole topo può arrivarci 

E il nobile destriero impazzire e fermarsi.


Ai saggi ho mostrato qualcosa, 

il resto dovete impararlo da soli! 


Viaggiate fuori e lontano

dai vostri abituali riti quotidiani!


Che vadano i nostri cuori indegni 

verso la grandezza e la bontà di Allah!




30 settembre 2022

John Milton - L'Allegro

O del trifauce cane e della notte 

Orrida figlia, squallida Tristezza, 

Lungi, lungi da noi; giù nelle grotte 

D'Inferno statti, abbandonata e sola, 

Tra forme spaventevoli e diverse, 

Ove sospiri, pianti ed alti lai 

Risuonano per l'aere 

In cui raggio di Sol non entrò mai; 

E in cui, solo tra 'l pianto, 

S'ode talor di tristi augelli il canto, 

Ivi tua stanza sia, d'ebani all'ombra, 

Sotto orribili e bassi 

Sporgenti in fuor scompaginati massi, 

Che tale altrui fan tetto, 

Qual le tue nere abbaruffatte chiome 

Fanno al tuo tetro ed odioso aspetto. 

Ma tu vieni o vaga e libera 

Dea che in ciel sei detta Eufrosine, 

E Allegria fra noi mortali, 

Dolce antidoto de' mali. 

Tu di due Grazie gemella, 

Di cui fece un di beato 

Delle Dee la Dea più bella 

Bacco d'edra inghirlandato: 

O di cui, com'altri cantano, 

Fece lieto un giorno Zefiro 

La vaghissima vermiglia 

Di Titan gioconda figlia, 

Che, mentr'ei spandea d'intorno

Di stagion vaga i tepori, 

Trovò il seno a fare adorno 

Ed il crin di vaghi fiori, 

Tra viole e tra odorose 

Fresche rose rugiadose; 

Ed a lei con dolce ameno 

Scherzo intorno raggirandosi, 

Le lasciò fecondo il seno 

Di te, vergin grazíosa, 

Aitante e prosperosa.

23 settembre 2022

Bai Juyi - Il fiore

  Un fiore 

E non un fiore,

Nella nebbia 

E non nella nebbia.


A mezzanotte 

Lei era qui,

Se ne è andata

Quando è apparso il sole. 


Lei è rimasta

Solo per poco,

Proprio come un sogno

Che sa di primavera. 


E comunque lei

Come le nuvole passeggere,

È svanita senza tracce

Uscendo per sempre.

16 settembre 2022

Carlos Higuera Ramos - Non ho inventato niente

 Non è che abbia inventato questa lingua

di acqua e sere, rumori

e mormorii primitivi. 


Non ho inventato tutti questi ricordi 

e pietre di colori

né l’odore rosso di una rosa fresca. 


Non ho inventato i lunghi sentieri

Gli angustiosi e spopolati giorni. 


Non inventai nulla

quando arrivai il mondo era già amaro

c’era una scia di sangue e

polvere nei sogni.

09 settembre 2022

Marko Matičetov - Tu sei per me

Come esprimere

questo linguaggio questo riso questo pianto


Come esprimere
questo canto questo sole questa felicità

Come esprimerti
questo amore,
questo amore vertiginoso,
questo amore voluttuoso,

CHE SEI FINALMENTE ACCANTO A ME.

Se riderò,
dirai che per me l’amore è
qualcosa di buffo.

Se piangerò,
dirai che per me l’amore è
qualcosa di triste.

Se parlerò,
dirai che per me l’amore è
qualcosa di troppo abituale.

Ah, non mi esprimerò affatto.
Ti abbraccerò soltanto e – respirerò.

Tu per me sei come l’ossigeno.

02 settembre 2022

Adhely Rivero - Campagna solitaria

 Si vive in campagna.

Campagna solitaria. Arida d’estate.

Una colomba di montagna

dalla bocca aperta

con il sangue che si raffredda in volo.

I cani riposano sotto l’ombra del cavallo.

A trenta gradi di calore

la sera piega la tenerezza della mucca.

Sto lavorando nella tenuta,

eliminando erbacce

nel cuore dilatato della donna.

Scendiamo al fiume a bere acqua coi cani.

Mi dicono si vive in campagna

per vivere tranquillo nell’amore.

26 agosto 2022

Radnóti Miklós - Non posso saperlo

 Per gli altri questo posto che significa,

non posso saperlo,
per me è la patria, questo piccolo paese,
il luogo della mia infanzia lontana e felice.
Come un ramo debole dal tronco dell'albero,
da esso sono cresciuto e spero che qua sarò anche sepolto.
Sono a casa. E se un cespuglio si china davanti a me,
conosco il suo nome, il suo fiore,
so chi cammina per la strada, e dove và,
e so cosa potrebbe significare il dolore
di un tramonto rosso sulle mura delle case.
Per chi vola su un aereo, è solo una mappa,
e non sa il poeta Vörösmarty Mihály** dove abitava;
per lui che significa? Fabbrica e caserma,
ma per me: cavalletta, bue, campanile e mite casale;
nel binocolo egli vede campi e fabbriche,
ma io anche il lavoratore zelante,
bosco, frutteto, uva e tombe,
tra le tombe una vecchietta, che pian piano piange,
e quello che da sopra è una fabbrica o ferravia
che distruggere si deve, per me è la stazione,
e davanti il ferroviere, con bandiera rossa in mano,
da tanti bambini circondato, egli invia il segnale,
e nel cortile della fabbrica ci gioca un cane.
E poi il parco: di vecchi amori conserva la traccia,
la mia bocca ricorda i baci al gusto di miele o fragola.
Sul marciapiede un giorno andando a scuola
per non essere interrogato salivo su una pietra.
Eccola qua, ma di sopra neppur essa si vede
non esiste apparecchio che la possa rilevare.
E' vero, siamo peccatori, noi come gli altri popoli,
e riconosciamo la nostra colpa, quando, come, dove,
ma ci sono anche innocenti, lavoratori o poeti,
e lattanti, in chi crescerà la ragione,
la conserveranno, nascosti in buie cantine,
finchè non arrivi la pace nel nostro paese,
risponderanno freschi loro alla nostra soppressa voce.
Coprici con le tue grosse ali, nuvola della notte.

19 agosto 2022

Dinu Flamand - da Ombre e falesie

 Prima di lasciare la stanza

gli ultimi raggi di sole
gli lessero in viso il silenzio

chiudendosi
le palpebre hanno ancora afferrato
il margine del paesaggio con la montagna
che spaccava una nuvola sbiadita

si ritirava
il vecchio dolore del petto grugnendo
come la belva avviata alla tana
e si faceva carezza

fioriva
la notte luminosa e stava
per diventare quella distesa di profondo
per nessuno

si insediava
la rassegnazione come una
– finalmente – vera
promessa
della fine o dell’inizio
trovata

12 agosto 2022

Patricia Dodič - La farfalla e la nuvola

 La nuvola s’è portata dietro una farfalla

per avvertirmi insieme più largamente

a che profondità il cielo era conficcato in me

e che la distanza tra loro è uguale

alla distanza delle mie labbra dalle tue

mentre dal viso ti succhio

l’iscrizione calligrafica

di un amore meraviglioso. 

05 agosto 2022

Carlos Aldazábal - Da una nuvola

Scrivo da questa fitta cortina di memorie,

questo sipario d’acqua che si osserva nel mare.

Non intendo rivelare né il raggio né la pioggia,

voglio solo stupirmi per le barche, le pietre,

e le orme dei passi nelle forme di zucchero. 


Presto sarà la luce, disegno del crepuscolo,

ed io correrò tra pianure di cemento assassino,

ai piedi delle favelas, dei quartieri, dei villaggi,

ai piedi dei silenzi dove scorre il sangue. 


Certo che respirai la brezza delle colline,

certo che mi estasiai tra le braccia del fiume,

certo che mi cullai accanto alle note

che spingevano tranquille l’amaca della siesta. 


Ma mentre scrivo mi sfugge un ricordo

e non posso trattenere i raggi né la pioggia,

queste gocce dolenti che abbandonano il mio polso

per aprire il cammino sicuro che mi attende,

fonte di oscurità satura di silenzio

dove cullo la tua voce sognando la terra.

29 luglio 2022

Ali-Shir Nava'i - Amore Immediato

 Così sopra me dolorante passò, quale folgore, vampa d'amore,

e a questo rogo infinito m'addusse di nero, di tetro dolore.

Così grande torto mi fece la volta ricurva del cielo,

di tante pene ed affanni inondandomi l'anima e il cuore,

quanti non ne ebbe a soffrire di cento altre follie d'amore.

Così il mio cuore bandì la follia nei deserti del pianto

così non un solo momento di requie conobbe l'accesa mia fiamma.

22 luglio 2022

David Herbert Lawrence - In Barca

 Vedi le stelle, amore,

Ancor più chiare nell’acqua e splendenti

Di quelle sopra a noi, e più bianche

Come ninfee!

Ombre lucenti di stelle, amore:

Quante stelle sono nella tua coppa?

Quante riflesse nella tua anima?

Solo le mie, amore, le mie soltanto?

Guarda, quando i remi muovo,

Come deformate s’agitano

Le stelle, e vengon disperse!

Perfino le tue, lo vedi?

Rovesciano le stelle le acque

Acque povere, inquiete, abbandonate…!

Dici, amore, che non viene scosso il cielo

E immobili son le sue stelle?

Là! hai visto

Quella scintilla volare su di noi? Le stelle

In cielo neanche son sicure.

E di me, che sarà, amore, di me?

Cosa sarà, amore, se presto

La tua stella fosse lanciata sopra un’onda?

Sembrerebbero le tenebre un sepolcro?

Svaniresti tu, amore, svaniresti?

15 luglio 2022

Mihai Eminescu - Spirito desolato

 Ogni stella in cielo

un amore sulla terra;

soltanto nella mia notte

neanche una stella.

Solo nella mia anima... nessun amore.

Muoio alla terra per poter vivere in cielo.

Una dopo l'altra si accendevano le stelle,

tremanti nel cielo - ora più in alto, ora più in basso.

E la Luna, loro bionda Signora, pallida

come una sposa, passava tra le nuvole

candide e sottili.

Le labbra livide, i capelli neri come la notte,

spettinati, che le volavano attorno al collo bianco

come il marmo, il collo della morte...la lunga veste
 di seta nera,

facevano di lei un'immagine di ira dolorosa, di pietrificato dolore.

08 luglio 2022

René Char - da Poesie

 Per le vie della città c’è il mio amore. 

Poco importa dove va nel tempo diviso. 

Non è piú l’amor mio, 

chiunque può parlargli. 

Non ricorda piú; chi fu ad amarla?

Cerca la sua metà nell’augurio degli sguardi. 

Lo spazio che percorre è il mio desiderio. Delinea la speranza e leggera la congeda. 

È preponderante senza prender parte.

Io vivo in fondo a lei come un felice relitto. 

A sua insaputa, la mia solitudine è il suo tesoro. 

Nel grande meridiano dove s’iscrive il suo slancio, 

la mia libertà lo scava.

01 luglio 2022

Florbela Espanca - Anima Persa

 Per tutta la notte l'usignolo ha pianto,

s'è lamentato, ha pregato, gridò perdutamente.

Anima dell'usignolo, anima della gente,

tu sei forse qualcuno che s'è spento. 


Tu sei forse un sogno che è passato

che s'è fuso nel dolor soavemente,

forse sei l'anima, anima dolente

di chi volle amare e mai ha amato. 


Tutta la notte hai pianto...io ho pianto,

forse perché a udirti indovinai

che nessuno è più triste di noi. 


Tante cose alla notte calma hai narrato

che ho pensato tu fossi l'anima mia

che piangesse perduta nella voce tua.

24 giugno 2022

Ivo Andric - Cosa sogno e cosa mi capita

 Chi conosce la fine del tempo,

il sentiero del vento, il nome del silenzio,

e in cosa consiste

quella cosa che si nutre dei miei pensieri e fa appassire i miei sogni?

Ogni notte ospiti insidiosi giungono

non visti, non percepiti,

e con braci ardenti mettono a dormire la mia bocca e i miei occhi.

E mentre io annaspo, inesorabilmente,  le mie memorie

di cieli di luce, di passo virile,

una solitudine feconda, lavori -

essi stanno appresso alla mia testa, non visti, non percepiti;

aspettano

un corpo morto nella notte morta.

Ma il mattino mi fa riprendere e mi innalza,

con un sole celestiale, acqua, giovani commiati.

la musica mi fa muovere,

e un filo di fumo lontano

mi risana nella speranza

ricordandomi i giorni nei quali conobbi la felicità.


Allora, nella notte

la città non sarà colonizzata,

un urlo selvaggio ma scuote dal sogno,

rindondando nella notte. Ululato o risata?


Ma i parchi deserti nascondono l'amore

o una coppia di uomini beve vino,

un vino amaro, per la salute delle donne?

Oh, conosco la terra e i suoi doni.

Sono alla ricerca di un sogno,

sacro, profondo e ignoto.

17 giugno 2022

Emilio Prados - Solitudine

 Rimane l'acqua eretta

e percorsa da brividi

nel suo suolo di lutto

- catene la memoria,

prigione e la troncata

alta torre del corpo -

contrizione nell'ombra

- ancora fresco il sangue

palpitante del giorno -

che pena sopra il mondo

a castigo del tempo...


Nera, nera, nerissima è la notte,

alta come una spada...

seme della sua carne,

ora lagrime e nebbia,

vive la notte di un oscuro gemere.


Oblio fecondo il suo esistere erige,

azione, amore, per il suo peccato...

Intanto laggiù il giorno

incosciente, in deliquio,

diffonde a fiotti dalla sua ferita

la sua vampa, su un bacio

nero che già la inonda....


Chi mai salverà l'ombra

e l'acqua dove muore?


(Il tempo intero è un grido

muto, sopra la notte....

e l'aria, la speranza

del cielo in cui si cela)

10 giugno 2022

Mikhail Lermontov - Poesie scelte (7)

 Giuro per la stella di mezzanotte,

per il raggio del tramonto e dell'alba,

Il Signore della Persia dorata

e nessun altro re terrestre mai

potè baciare occhi così belli;

la zampillante fontana dell'harem

nel caldo tempo dell'estate mai

potè con le sue rugiadose perle

bagnare una figura così bella!

Né la mano terrestre di nessuno

nel carezzare quell'amata fronte

ancora scompigliò le belle chiome;

Da quando al mondo han tolto il paradiso

una bellezza così bella mai,

lo giuro, sotto il sole era fiorita.

03 giugno 2022

Jordi di Sant Jordi - da Cerchio Amoroso

 Signora, ti amo molto di più 


di quello che penso e so dire; 


se non è vero, che Dio ti faccia 


vedermi morire di stenti! 


Perché mi fai 


soffrire tanto anche se vedi 


il pieno amore che ho riposto in te, 


anche se non mi è facile 


hai fatto in modo tale 


che non penso ad altre?

27 maggio 2022

František Halas - La Voce

 Con un sorriso pieno di crepuscolo

la splendente fronte ammira

un cielo cieco e distante

privo di speranza come un diavolo,

impasto nella mente un residuo di felicità 

così bella da essere svanita,

conoscendo la vanità dei piaceri

questo cielo senza stupore, questi sbadigli

che ho conosciuto nel fosco tempo dei giorni

fiore maldestro disadattato ovunque

tranne la noia del sangue e dell'inchiostro

l'amore abbandonato per troppa saggezza,

i baci sono brividi di piogge,

in cui zoppica l'angelo del cuore trascinandosi dietro un'ala sporca,

solo orgoglio il cui oro annerisce nel tempo,

sulla fronte porto con fierezza,

come aquila sospesa nell'azzurro, 

solo un'illusoria speranza,

col candelabro a sette bracci dell'arcobaleno,

qualcuno mi cerca... 

Dove nascondere il volto?

Il fiele della terra fiorisce

questa voce che turba i sogni, 

questa voce...

Cammino ormai senza il solito portamento, 

ai miei giorni ormai fischiando

dagli acerbi sorrisi a un volto invecchiato.

20 maggio 2022

Javier Egea - da Poesie Scelte

 Volemmo amarci 

Tra i muri alti 

Di un vecchio mercato. 


Non furono possibili 

Altro che mani grige, 

Altro che labbra tristi. 


In nome del fuoco 

Dal primo giorno 

Venduti e morti. 


Tra le ceneri 

La mercanzia: 

Le braccia, la vita. 


Pagando il futuro, 

La rendita del fumo, 

Tu mia, io tuo.

13 maggio 2022

孟浩然 Meng Haoran - 春曉 Mattino di primavera

ORIGINALE: 

春眠不覺曉,
處處聞啼鳥。
夜來風雨聲,
花落知多少。


TRADUZIONE: 

Nel sonno primaverile non mi accorgo dell'alba,
Anche se dappertutto sento il cinguettio degli uccelli.
Ieri sera è venuto il suono del vento e della pioggia;
Chissà quanti fiori devono essere caduti.

06 maggio 2022

Robert Louis Stevenson - Pioggia

La pioggia cade dappertutto
cade con andamento fitto,
cade sugli alberi, sui campi, sulle strade,
portando vita dove cade.
Cade picchiettando sugli ombrelli
e mentre cade scappan gli uccelli;
cade nel mare, sulle navi e i vascelli,
cade gonfiando i ruscelli più belli.

29 aprile 2022

Hermann Hesse - Così vanno le stelle

 

Così per la lor via vanno le stelle,
incomprese, immutabili!
Tu, mentre noi ci dibattiamo in vincoli,
di luce in luce ascendi.
Tu, la cui vita è tutta di splendore!
E se dalle mie tenebre
devo tendere a te braccia nostalgiche
sorridi e non m’intendi.

22 aprile 2022

Glenda Uriarte - da Le Proprie Aspirazioni

 


Scrivo poesie per raccogliere ricordi sbiaditi

Quella sensazione privata è persa e vaga. 


Ascolta l'anima inquieta come una nuvola,

libera il peso del dolore e della solitudine,

conduci una vita di grazia senza vergogna,

dai vita alle tue proprie aspirazioni.


Nella stanza vuota mi aggrappo a ricordi dolorosi,

un vicolo freddo così pietoso

in mezzo a questo cuore è un sogno.

L'amante perduto non è più qui.

15 aprile 2022

John Taylor - da L'Oscuro Splendore


Avendo lasciato indietro così tanto

tranne la tua prima e ultima debolezza
persistente
come un cuore dimenticato

come tua sola forza residua una lingua incerta

frammenti di patria sbiadita
(una patria di suoni, di parole afone) trefoli di storie
brandelli di sentimenti da un tessuto più grande

tu ancora immagini con quelle parole afone

che non si smorzano nel silenzio quel battito come un cuore
che cuce e strappa e ricuce

il vestito strappato che è la tua vita

08 aprile 2022

Louise Glück - da Averno


 È vero che non c’è abbastanza bellezza nel mondo.

È anche vero che non sono in grado di recuperarla.

Nemmeno candore, e qui potrei essere di qualche utilità.

Sono all’opera, anche se sono silenziosa.

La blanda miseria del mondo

ci lega da entrambe le parti, 

un viale fiancheggiato da alberi; 

noi siamo compagni qui, non parlando,

ognuno con i propri pensieri;

dietro gli alberi, 

cancelli di ferro delle case private,

le stanze dalle imposte chiuse

in qualche modo deserte, abbandonate,

come se l’artista avesse

il dovere di creare speranza, 

ma con cosa? cosa?

La parola stessa è falsa, 

un dispositivo per confutare

la percezione. 

All’incrocio, le luminarie delle feste.

Sono stata giovane qui. 

Prendevo la metropolitana col mio libretto

come per difendermi 

contro questo stesso mondo:

non sei sola,

diceva la poesia,

nel buio del tunnel.

01 aprile 2022

Carlos Aldazábal - Da una nuvola

 

Scrivo da questa fitta cortina di memorie,
questo sipario d’acqua che si osserva nel mare.
Non intendo rivelare né il raggio né la pioggia,
voglio solo stupirmi per le barche, le pietre,
e le orme dei passi nelle forme di zucchero.

Presto sarà la luce, disegno del crepuscolo,
ed io correrò tra pianure di cemento assassino,
ai piedi delle favelas, dei quartieri, dei villaggi,
ai piedi dei silenzi dove scorre il sangue.

Certo che respirai la brezza delle colline,
certo che mi estasiai tra le braccia del fiume,
certo che mi cullai accanto alle note
che spingevano tranquille l’amaca della siesta.

Ma mentre scrivo mi sfugge un ricordo
e non posso trattenere i raggi né la pioggia,
queste gocce dolenti che abbandonano il mio polso
per aprire il cammino sicuro che mi attende,
fonte di oscurità satura di silenzio
dove cullo la tua voce sognando la terra.

25 marzo 2022

Anonimo egiziano antico - da Le stanze degli amanti, 7


 Sono sette giorni
che non ho visto l'amata.
E' entrata in me la malattia,
sono diventato con le membra pesanti,
ho dimenticato lo stesso mio corpo.

Se i medici vengono da me,
non mi soddisferanno i loro rimedi.
I maghi non trovano espedienti,
non si scopre la mia malattia.
Il dire: "Eccola!" mi rende la vita.
Il suo nome mi risolleva,
l'andirivieni dei suoi messaggeri
fa vivere il mio cuore.


L'amata è per me meglio delle medicine,
è per me meglio di un formulario magico.
La sua venuta è il mio amuleto:
quando la vedo, ritorno in salute.
Quando apre gli occhi,
diventa giovane il mio cuore,
quando parla,
divento forte.
Quando l'abbraccio,
allontana da me la malattia.
Ed è lontana da me da sette giorni!

18 marzo 2022

Milarepa - da Centomila Canti


Dietro gli occhi chiusi,
mondi perduti custoditi
In un labirinto infinito
di immagini della mente.
Una gradita ricerca
per un destino sconosciuto
Dove i ricordi dimenticati
Restano in agguato.
Raggi di speranza
Che si consumano nella paura,
Mente incantata,
Burattino del sogno.
Mondi subconsci,
Vecchi fuochi che bruciano.
Da dove mi sono risvegliato
Finalmente non tornerò mai più. 

11 marzo 2022

Mimnermo di Colofone - Primavera di vita

Noi, come le foglie che genera il tempo fiorito
di primavera, quando crescono presto al sole,
simili a quelle per poco i fiori di giovinezza
godiamo, dagli dèi non sapendo né male
né bene: e ci sovrastano le arpie dal volto di tenebra
l’una reggendo il termine della vecchiezza greve,
l’altra quello di morte; e un attimo durano i frutti
di giovinezza, quanto brilla sul mondo il sole.
Ma quando sia trascorso il tempo a ciascuno assegnato,
subito allora è meglio morire anziché vivere.
Nasce una mèsse di mali nel cuore: talvolta rovina
la casa e sopraggiunge la triste povertà,
e c’è chi non ha figli e vive con questo rimpianto,
fino a quando discende sotto terra nell’Ade;
e c’è chi ha dentro un morbo che lo consuma: nessuno
c’è fra gli uomini, al quale Zeus non dia molti mali.