08 aprile 2022

Louise Glück - da Averno


 È vero che non c’è abbastanza bellezza nel mondo.

È anche vero che non sono in grado di recuperarla.

Nemmeno candore, e qui potrei essere di qualche utilità.

Sono all’opera, anche se sono silenziosa.

La blanda miseria del mondo

ci lega da entrambe le parti, 

un viale fiancheggiato da alberi; 

noi siamo compagni qui, non parlando,

ognuno con i propri pensieri;

dietro gli alberi, 

cancelli di ferro delle case private,

le stanze dalle imposte chiuse

in qualche modo deserte, abbandonate,

come se l’artista avesse

il dovere di creare speranza, 

ma con cosa? cosa?

La parola stessa è falsa, 

un dispositivo per confutare

la percezione. 

All’incrocio, le luminarie delle feste.

Sono stata giovane qui. 

Prendevo la metropolitana col mio libretto

come per difendermi 

contro questo stesso mondo:

non sei sola,

diceva la poesia,

nel buio del tunnel.

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