25 dicembre 2020

Lea Goldberg - Il ruscello tra i campi

 Un brivido al ricordo

Dei campi innevati

Sulla terra dura e ossuta,

Un sospiro di fremente attesa

Tra noi amanti indecisi. 

In un'altra terra

Nessuna neve che cade.

Il mio respiro è un sibilo,

Cerco aria continuamente

Per il mio corpo arreso.

Grande è nonostante tutto

Il mio sorriso felice.

Con la neve o il sole

Ci sarà un ruscello che scorre

E due amanti che si baciano,

Mentre un'anziana donna

Ricorderà con affetto

I momenti di amore.

19 dicembre 2020

Raymond Carver - La poesia che non ho scritto

Ecco la poesia che volevo scrivere
prima, ma non l’ho scritta
perché ti ho sentita muoverti.
Stavo ripensando
a quella prima mattina a Zurigo.
Quando ci siamo svegliati prima dell’alba.
Per un attimo disorientati. Ma poi siamo
usciti sul balcone che dominava
il fiume e la città vecchia.
E siamo rimasti lì senza parlare.
Nudi. A osservare il cielo schiarirsi.
Così felici ed emozionati. Come se
fossimo stati messi lì
proprio in quel momento.

11 dicembre 2020

Mark Strand - Specchio

Un salone bianco nel vivo di una festa
e io stavo con amici
sotto un grande specchio dalla cornice dorata
leggermente inclinato in avanti
sopra al caminetto.
Bevevamo whisky
e alcuni tra noi, non provando dolore,
disquisivano
su quale fosse l’esatta sfumatura di giallo
che il sole cadente conferiva ai nostri bicchieri.
Chiusi gli occhi solo per un poco
poi alzai lo sguardo allo specchio:
una donna vestita di verde stava
appoggiata alla parete più lontana.
Pareva assente,
le dita di una mano
giocavano nervose con la collana,
e lei guardava fisso nello specchio
non me, ma oltre di me, uno spazio
che poteva essere colmato da qualcuno
che ancora doveva arrivare, che in quell’istante
forse iniziava il viaggio
che l’avrebbe condotto da lei.
Poi, d’improvviso, gli amici
dissero che era ora di muoversi.
Sono passati anni,
e anche se ho scordato
dove andammo e chi fossimo,
ricordo ancora l’istante in cui alzai lo sguardo
e vidi la donna guardare fisso oltre di me
un luogo che potevo solo immaginare
e ogni volta provo una pena acuta,
come se in quel momento uscissi
dalle profondità dello specchio
ed entrassi nel salone bianco, ansimante e ardente,
soltanto per scoprire troppo tardi
che lei lì non c’è.

04 dicembre 2020

Antonio Gasperini - Il resto è tutto nebbia

È giunta l’età dei passi corti ed io,
che non ho più parole per combattere
il vociare di questo mondo arrabbiato,
fuggo di nascosto
come un soldato che in trincea
è rimasto senza munizioni.
Da solo salgo la costa degli olivi
che mi sono rimasti amici
e mi accolgono in silenzio, senza domande.
Il posto è una carezza
e da lì - con gli occhi del cuore –
leggo i segni della terra
che mi ha allevato senza fretta,
libero come un uccello.
Da lì posso ancora volare
- senza paura di sbagliare direzione –
sui sentieri e in tutti quei paesi
dove la domenica giungeva Palota
col suo asinello
e due panieri di ghiottonerie
che sistemava sul piazzale della chiesa:
carrube e semi di zucca in uno,
caramelle e liquirizia nell’altro...
Se mi fermo là
godo l’odore del vento
il sole che rischiara i ricordi
e l’eco di quelle parole schiette
che è acqua di sorgente buona
che ti disseta
ogni volta che parli.
Fuori di lì, oggi
il resto è tutta nebbia!