25 novembre 2016

Albio Tibullo - Da "Primo Libro delle Elegie"


Potessi finalmente vivere,
felice del poco che ho e non essere costretto
continuamente a viaggiare in terre lontane;
potessi evitare il sorgere della canicola estiva
all'ombra di un albero vicino a un rivolo d'acqua.

Che gioia ascoltare, 
coricato, i venti che infuriano e teneramente
stringersi al petto l'amata o, quando d'inverno
lo scirocco rovescia la sua pioggia gelida,
abbandonarsi al sonno mentre ti cullano le gocce.

Ora, ora è il tempo,
di darci senza pensieri all'amore,
finché non è vergogna infrangere le porte
e dolce è intrecciare litigi. In questo campo
io sono condottiero e soldato valente;

Voi, trombe e vessilli, sparite, via:
a chi ama l'avventura procurate ferite
e con queste la ricchezza. Io, spensierato,
lontano da ogni bene materiale,
riderò dei ricchi, riderò della fame.

Io, mia Delia, non inseguo la gloria:
pur di restare con te non m'importa
che mi chiamino incapace e indolente.
Voglio specchiarmi in te quando verrà la morte
e in fin di vita tenerti con la mano che s'abbandona.

18 novembre 2016

José Saramago - AMOR


Meu amor.
Ripetere queste due parole
per dieci pagine,
scriverle ininterrottamente,
senza sosta, senza spazi bianchi,
prima lentamente, lettera dopo lettera,
disegnando le tre colline
della M manoscritta,
l’anello tenue della E
simile a braccia che riposano,
il letto profondo di un fiume
che si scava nella U,
e poi lo sgomento o il grido della A
sulle onde del mare, eccole,
dell’altra M, e la O che non può essere
se non quest’unico nostro sole,
e infine la R divenuta casa,
o tetto, o baldacchino.
E subito dopo trasformare
questo lento disegno
in un unico filo tremolante,
la traccia di un sismografo,
perché le membra rabbrividiscono
e si turbano,
il mare bianco della pagina,
una distesa di luce
o un lenzuolo levigato.
“Meu amor, “amore mio” hai detto,
e l’ho detto anch’io,
spalancandoti la mia porta,
e tu sei entrata.
Tenevi gli occhi bene aperti
venendomi incontro,
per vedermi meglio o più di me,
e hai posato la borsa per terra.
E, prima che ti baciassi,
per poterlo dire serenamente,
hai detto:
“Stanotte rimango con te”.

11 novembre 2016

Leonard Cohen - Portami fin dove arriva l'amore


Portami alla tua bellezza con un violino agitato.
Portami oltre il dolore fin quando sarò sicuro.
Sollevami come un ramoscello d'ulivo
e sii la colomba che mi riporta a casa.
Fammi vedere lentamente
quello che oso appena immaginare.
Portami molto dolcemente
e portami molto a lungo.
Siamo entrambi sotto il nostro amore,
entrambi al di sopra .
Portami oltre il velo
che i nostri baci hanno consumato.
Portami fin dove arriva l'amore.

02 novembre 2016

Antonio Nazzaro - Lei è lì


Lei è lì
e non sai cosa dire
che parole trovare
E vorresti pioggia
e vento
per abbracciare
ma solo nuvole passano lente
come il non dire niente
e sono passi all’indietro
come un cuore
di vetro così fragile
da rompersi all’amare.